Pensare in grande? Iniziamo pensando!

Abbiamo mutuato questo “think out of the box” dagli americani, e continuiamo a usarlo e a sforzarci di inventare qualcosa di nuovo, inatteso, epocale.

In anni trascorsi in agenzia ho sempre vissuto questa disparità di atteggiamento tra gli italiani e quelli che definisco “gli altri” (chiunque sia di una nazionalità diversa).

Gli italiani tendono sempre a sminuire quanto realizzato. Se – ad esempio – hanno creato un’applicazione che fa x cose, parlano di quello che ancora non fa (ma che farà nella prossima release). Al contrario “gli altri” magnificano le features che hanno sviluppato decantando le ore trascorse, i test e quanto quest’app cambierà il mondo.

Cosa vuol dire questo? Che il modo in cui viviamo quanto realizziamo porta inevitabilmente a due risultati contrapposti:

  • la sensazione di inadeguatezza italiana
  • la presunzione degli altri

Se state annuendo mentre leggete probabilmente sapete di cosa sto parlando.

Pensiamo adesso alle possibili conseguenze ai giorni nostri, dove il pubblico al quale ci rivolgiamo non ha il tempo per l’ordinario e probabilmente si soffermerà su qualcosa di incredibilmente inatteso.

In che modo possiamo sperare di raggiungere un risultato eccezionale se fatichiamo a riconoscere il valore di quanto realizziamo?

Ecco allora perchè, piuttosto che pensare a qualcosa di eccezionale, dovremmo in primis tornare ai fondamentali, concentrando la nostra attenzione alle basi della comunicazione e al mantra che il mio ex insegnante di sceneggiatura alla NYFA ci ripeteva: keep it simple!

Viviamo in un mondo sovraccarico di informazioni, dove gli utenti (pensate a voi stessi) evitano quante più distrazioni possibili e si affidano a poche, selezionate fonti, cui rivolgere la loro attenzione.

Il focus al quale puntare non è quindi (non più, non solo, non necessariamente) l’eccezionalità del messaggio o il modo in cui questo viene percepito, quanto la “traccia mnemonica” che riesce a lasciare nel pubblico per poi venire ricercato  distanza di tempo.

By | 2017-07-18T13:28:26+00:00 July 18th, 2017|News|